Modulo B

FORMAZIONE AL TRATTAMENTO DEGLI UOMINI AUTORI DI VIOLENZA

Le azioni di violenza nei confronti delle donne, dei minori o degli anziani sono tristemente all'ordine del giorno. Si stima che ci sia un sommerso enorme, e che ciò che rivelano gli studi sia solo la punta dell’iceberg. Una violenza che a volte non viene vissuta neanche come tale da chi la subisce, perché chi la esercita molte volte è un figlio, un nipote o un parente prossimo, ma che lascia su chi la vive un forte senso di impotenza e di solitudine, perché scarsamente ri-conosciuta anche a livello sociale. 

 

Vi è un'eredità nelle reazioni aggressive e, secondo alcuni studi, il background dei violenti è piuttosto tipico e ben delineato: generalmente, si tratta di soggetti che da bambini sono cresciuti in famiglie gerarchizzate in cui loro per primi hanno subito violenze, divenendo così frustrati e profondamente incapaci di gestire le reazioni emotive. 

A volte però sembra che il cercare la componente di diversità nella persona, come una sorta di “deformità personologica”, ci possa aiutare ad allontanare dalla nostra mente l’ipotesi che questo uomo, che ha commesso violenza, sia uguale a noi: ci si aspetta che questi uomini abbiano caratteristiche morali, sociali, razziali diverse dalle nostre ed in questo modo giustificare gli avvenimenti.

 

Occorre invece considerare il fenomeno dalla parte più profonda, anche relativamente ai vissuti che ognuno prova riguardo al concetto di “violenza”, per poter affrontare le problematica in modo più adeguato. La persona che agisce violenza, nello specifico quella di genere, da una parte deve giustamente subire le conseguenze legali del suo atto, ma da un’altra è una persona, un soggetto che può affrontare il problema per risolverlo e prevenire altre manifestazioni.

In diversi paesi europei e a livello internazionale, a partire dagli anni ’70, sono stati sperimentati programmi di intervento extramurari (al di fuori del carcere) rivolti a uomini che usano violenza contro le donne, in particolare nelle relazioni di intimità.  Si tratta di esperienze oggi consolidate – fra cui quella di Alternative alla Violenza di Oslo – i cui risultati si sono rivelati promettenti, laddove vengano rispettate alcune condizioni di lavoro. Esistono al riguardo standard europei di intervento e indicazioni metodologiche di riferimento. 

 

Contenuti del modulo:

 

1. I programmi di intervento rivolti a uomini che usano violenza contro le donne nel quadro europeo e internazionale

2. agevolare la consapevolezza su vissuti e concezioni nei confronti della violenza, sia in termini generali che di genere;

3. costruire un linguaggio comune e un modello operativo condiviso anche in una logica di costruzione di rete;

4. aumentare competenze sugli aspetti metodologici per il trattamento degli uomini maltrattanti;

5. incrementare le capacità di lettura dei segnali della violenza da parte di chi opera sul territorio;

6. creare i presupposti per l’organizzazione di sessioni di supervisione di casi.

 

Formazione a cura di:

 

Daniele Vasari e Andrea Spada, Psicoterapeuti, operatori del CTM (Centro Trattamento Uomini Maltrattanti di Forlì, servizio di "Delfi Associazione Culturale", operativo nel settore dal 2012), secondo le direttive terapeutiche originarie del modello ATV di Oslo, adottato dalla regione Emilia Romagna come linea guida per affrontare in modo sistematico ed organico il problema della violenza di genere.

 


   

 

 

 

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Psicoterapia Analitica Aion

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