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Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitica AION

La terapia psicodinamica si conferma un trattamento efficace per i disturbi mentali comuni: un esame dei dati più recenti

Di Alessandro Raggi
Direttore Scuola di psicoterapia analitica AION

 

Un recente studio (giugno, 2023) è stato pubblicato su una delle più importanti riviste scientifiche del mondo in tema di psichiatria, il "World Psychiatry", la pubblicazione ufficiale dell'Associazione Mondiale di Psichiatria e con uno degli impact factor più alti in assoluto, uno studio condotto dal team di ricerca guidato da Falk Leichsenring, professore di ricerca in psicoterapia presso l'Università di Giessen, Dipartimento di Psicosomatica e Psicoterapia, in Germania.
Questo studio, intitolato "The status of psychodynamic psychotherapy as an empirically supported treatment for common mental disorders – an umbrella review based on updated criteria", ha esaminato un'ampia gamma di ricerche svolte nell'arco di dieci anni (2012-2022), concentrandosi principalmente sulle meta-analisi degli ultimi due anni.

 

In un'epoca in cui il bisogno di mostrare empiricamente l'efficacia dei trattamenti psicologici è in costante crescita, il team di Leichsenring si è posto l'obiettivo di valutare l'efficacia della terapia psicodinamica (PDT) confrontandola con altre psicoterapie. Gli autori hanno esplorato i margini di efficacia della PDT per alcuni tra i disturbi mentali più diffusi, come: depressione, ansia, disturbi della personalità e disturbi della sfera somatica.

 

La PDT indagata in questo studio "ombrello" è stata considerata non come un approccio univoco, ma come una famiglia di trattamenti psicoterapeutici che si concentrano sull'individuazione e la gestione modelli di comportamento e emozioni ricorrenti.
Un approccio, dunque, quello psicodinamico che include una varietà di trattamenti psicoterapeutici basati principalmente sui seguenti aspetti trasversali:

 

- esplorazione dei modelli difensivi
- discussione delle esperienze passate che influenzano le esperienze attuali del paziente
- analisi della relazione tra terapeuta e paziente
- aspetti della percezione di Sé e funzionamento dell'Io del paziente
- capacità di espressione delle emozioni da parte del paziente
- capacità di insight del paziente
- interventi di interpretazione o di supporto da parte del terapeuta

 

Le terapie psicodinamiche, infatti, operano in un continuum supportivo-espressivo in funzione di variabili terapeutiche che possono riferirsi si alla gravità della psicopatologia del paziente, sia al tipo di alleanza terapeutica che si è costituita.

 

E i risultati? Sono stati più che positivi. La terapia psicodinamica si è rivelata più efficace del previsto, superando i trattamenti di controllo e ottenendo risultati paragonabili, se non superiori, a quelli di altre psicoterapie attive. Non solo, la PDT ha dimostrato di essere anche un trattamento efficiente, offrendo un buon rapporto costo-efficacia.
Ma la ricerca non si è fermata qui. Lo studio ha anche esaminato i "meccanismi di cambiamento", cioè i processi attraverso i quali la terapia produce miglioramenti. I ricercatori hanno scoperto che l'aumento dell'insight (la comprensione di sé e dei propri eventi interni) e la costruzione di un'efficace alleanza terapeutica sono entrambi correlati a migliori risultati nel trattamento.

 

Ora, come qualsiasi studio, anche questo ha i suoi limiti. Il rischio di bias e la mancanza di precisione in alcuni dati richiedono una certa cautela nell'interpretazione dei risultati, come in qualsiasi studio sulle psicoterapie. Tuttavia, l'insieme delle evidenze suggerisce che la terapia psicodinamica merita un posto di rilievo quando si interviene per trattare i più diffusi disturbi mentali.

 

Come sottolineato nello studio, sarà fondamentale proseguire la ricerca per identificare quali pazienti beneficiano di quale tipo di terapia, prendendo in considerazione possibili moderatori come: la gravità del disturbo, i disturbi psichiatrici in comorbidità, le caratteristiche della personalità, lo stile di attaccamento.

 

In conclusione, lo studio condotto dal team del Professor Leichsenring rappresenta un passo importante nel progressivo miglioramento della nostra comprensione dei trattamenti per i disturbi mentali. L'analisi approfondita e rigorosa di dieci anni di ricerca offre una panoramica aggiornata ed esaustiva sull'efficacia della terapia psicodinamica, fornendo una solida base per la pratica clinica e indicando la necessità di ulteriori ricerche per identificare i fattori che influenzano l'efficacia del trattamento.

 

Il Commento diLuca Valerio Fabj
Docente riconosciuto MIUR in Psicopatologia Generale e Psicoterapia Analitica

 

L'importante studio attualmente pubblicato sulla efficacia della PDT non fa altro che confermare la decina di studi che fino dagli anni ‘50 del secolo scorso (Fondazione Menninger, ove fu coniata la priva scala GAF di valutazione dei pazienti) sono stati svolti per valutare efficacia terapeutica, e validità clinico/scientifica del metodo.
Per cui questi risultati sono incontestabili nel mondo della ricerca scientifica in psicoterapia.

 

Sfortunatamente, però, soprattutto per non dire esclusivamente, in Italia vengono sottovalutati per non dire omessi a favore del mantra fanatico che recita «la psicoanalisi non è scientifica».
Si ho scritto psicoanalisi e non psicodinamica perché, piaccia o meno, la PDT altro non è che psicoanalisi applicata e si basa su tutti i presupposti teorici fondanti la psicoanalisi stessa.

 

Nei molti anni, ormai troppi forse, per cui col mio lavoro ho lottato per una pratica scientifica della PDT, in particolare ad orientamento analitico, ho ricevuto e ricevo contrasti di ogni tipo non solo da una parte di un mondo accademico becero e prezzolato, ma, duole dirlo, proprio da chi pratica la PDT che, non avendo beh compreso che mestiere fa, lotta strenuamente contro ogni forma di scientificità applicata alla psicoterapia.

 

L'attuale studio, insieme a tutti gli altri che lo hanno preceduto, i riconoscimenti accademici importanti ricevuti dalle Università date alla nostra Scuola, ed alcuni (meno importanti ma molto gratificanti) riconoscimenti ufficiali personali, dimostrano che questa, e solo questa, è la strada giusta: la PDT come metodo scientifico validato è riconosciuto per la cura con mezzi non somatici del disagio psichico.

 

Dopo tanto tempo in cui ci è stato detto da ricercatori d'accatto, fanatici con atteggiamenti che rasentano il malavitoso del bollino di certificazione della società X o Y, "siccome noi non vi riconosciamo non potete esistere"; credo che, alla luce dei dati attuali si possa proprio rispondere con fiera e dignitosa serenità con la frase di Charchot (citata da Freud): "Ca n'empêche pas d'exister", "non c'è motivo per non esistere"!